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L’autorizzazione ANF, un istituto in via di estinzione – INPS e previdenza sociale.

Cos’è l’autorizzazione ANF? Qual è la normativa di riferimento? In quali ipotesi è prevista? Come sono disciplinate le fattispecie relative alla famiglia naturale e alla cessazione degli effetti civili del matrimonio? Qual è il rapporto tra autorizzazione e liquidazione ANF?

L’autorizzazione ANF è un provvedimento con il quale l’INPS riconosce, in alcuni casi, la sussistenza del diritto a richiedere gli assegni famigliari (ANF).

Essa viene emessa in specifiche fattispecie per le quali può esservi il pericolo di duplicazione del beneficio oppure può esservi il dubbio in ordine alla sussistenza di alcuni presupposti del diritto agli ANF.

Con l’avvento dell’assegno unico, a partire dal 01/03/2022 non può essere più proposta domanda per l’erogazione degli ANF e anche il presupposto del rilascio dell’autorizzazione ANF è venuto meno.

L’autorizzazione ANF rimane, tuttavia, residuale a partire da tale data solo per alcune ipotesi specifiche e marginali.

Essa è necessaria, altresì, per le domande di ANF presentate per i periodi fino al 28 febbraio 2022.

Si ricorda, in proposito, che l’autorizzazione ANF può essere chiesta per gli arretrati a partire dai 5 anni precedenti la data della domanda.

Non si può ancora parlare, pertanto, di definitiva estinzione dell’istituto in esame.

Premesso quanto sopra e prima di addentrarsi nella disamina del provvedimento, si rileva come l’autorizzazione ANF non comporti, di norma, la automatica liquidazione della prestazione.

Il cittadino, infatti e qualora sussista una delle fattispecie per le quali sia necessario tale provvedimento, deve procedere come segue:

  • Proporre domanda di autorizzazione ANF;
  • Proporre domanda di liquidazione ANF.

La domanda di liquidazione ANF e la relativa procedura telematica sarà differente a seconda della posizione lavorativa del richiedente.

Ad esempio, se il richiedente è un lavoratore dipendente, la procedura sarà quella definita “ANF-DIP” che varrà anche per richiedere l’erogazione del beneficio anche sulla disoccupazione.

Se il richiedente è un dipendente agricolo in disoccupazione, potrà chiedere la liquidazione del beneficio sulla relativa indennità in sede di domanda di disoccupazione agricola.

Peraltro, in tale ultima ipotesi, come nel caso dei collaboratori domestici e, in generale, di richiesta di pagamento diretto del beneficio, l’INPS consente di omettere la preventiva istanza di autorizzazione ANF e di allegare la relativa documentazione alla domanda di liquidazione dell’ANF o di disoccupazione agricola.

Si procede, ora, alla disamina della relativa disciplina, considerando solo le fattispecie che riguardano i figli nati in costanza di matrimonio e i figli naturali.

Le altre fattispecie relative al nucleo numeroso, all’accasamento etero familiare, agli ascendenti in linea retta, nonché le fattispecie residuali che rilevano tutt’oggi ai fini dell’assegno unico saranno trattate qui.

Indice

  1. Autorizzazione ANF e liquidazione ANF.
  2. Quando è necessaria l’autorizzazione ANF fino al 28 febbraio 2022?
  3. Personale delle amministrazioni statali o altri enti pubblici.
  4. Durata del provvedimento di autorizzazione ANF.
  5. Soggetti irreperibili o senza fissa dimora.
  6. Abbandono della famiglia da parte di uno dei coniugi.
  7. Fattispecie nelle quali deve essere richiesta l’autorizzazione ANF.
  8. Autorizzazione ANF richiesta per la prole.
  9. Coniugi in regime di separazione legale.
  10. Convivenza dei coniugi in regime di separazione legale.
  11. Nascita di un figlio in costanza di separazione.
  12. Divorzio
  13. Affido congiunto.
  14. Legittimazione del coniuge affidatario.
  15. Figli naturali (propri o del coniuge) riconosciuti anche dall’altro genitore.
  16. Genitore non convivente.
  17. Figli da precedente matrimonio.
  18. Erogazione degli ANF dal datore di lavoro privato. a seguito di autorizzazione.
  19. Pagamento diretto degli ANF.
  20. Accoglimenti e reiezioni.

1 – Autorizzazione ANF e liquidazione ANF.

Il rilascio della c.d. autorizzazione da parte dell’INPS, come accennato in premessa, non significa necessariamente autorizzazione al pagamento.

Per il riconoscimento e la determinazione dell’ANF è, infatti, necessario tenere conto, oltre che della composizione del nucleo familiare, anche del relativo reddito complessivo e della sua composizione.

Per tal motivo, onde ottenere la successiva liquidazione del beneficio, occorre una ulteriore e separata domanda dopo aver ottenuto l’autorizzazione ANF.

2 – Quando è necessaria l’autorizzazione ANF fino al 28 febbraio 2022?

Fino al 28 febbraio 2022, data ultima in riferimento alla quale è prevista l’erogazione degli ANF, L’autorizzazione da parte dell’INPS è necessaria nei seguenti casi previsti dall’art. 4 D.P.R. 797/1955 (Testo Unico Assegni Familiari o T.U.A.F.):

– quando viene chiesta l’inclusione nel nucleo familiare ai fini ANF di determinati familiari;

– quando viene richiesto il pagamento di ANF in caso di abbandono del nucleo familiare;

– quando viene richiesto l’aumento dei livelli reddituali (invalidità/inabilità di componenti minori o maggiorenni diversi dal richiedente);

  • quando è possibile che si verifichino duplicazioni di pagamento (ad esempio figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori).

3 – Personale delle amministrazioni statali o altri enti pubblici.

Il personale delle Amministrazioni statali o di altri Enti pubblici deve presentare la domanda di ANF presso la propria Amministrazione o Ente che gestisce il trattamento retributivo-economico.

Non è previsto il rilascio dell’autorizzazione ANF da parte dell’INPS.

Ciò in quanto la completa gestione ANF per i dipendenti pubblici fa capo alle rispettive Amministrazioni, mentre l’INPS non ha alcuna competenza in merito.

Tali soggetti, infatti, non sono sottoposti alla CUAF.

4 – Durata del provvedimento di autorizzazione ANF.

In generale, la durata delle autorizzazioni è di 5 anni, salvo eccezioni.

Il periodo di validità dell’autorizzazione è legato all’analisi delle situazioni inerenti al nucleo familiare per le quali la legge stabilisce la necessità di un controllo da parte dell’INPS.

In ogni caso, l’autorizzazione non potrà mai avere una validità superiore ai 5anni.

5 – Soggetti irreperibili o senza fissa dimora.

Per i soggetti che risultano registrati nell’archivio dell’anagrafe comunale come irreperibili o senza fissa dimora INPS ha fornito indicazioni specifiche con il messaggio 689/2019 a cui si rimanda.

In questa sede si specifica sinteticamente che, in tali casi, rileva il domicilio indicato in domanda.

Per tutte le altre prestazioni previdenziali, rientranti nell’ambito degli ammortizzatori sociali, la condizione di irreperibilità o senza fissa dimora non costituisce elemento ostativo al riconoscimento del diritto e dei relativi pagamenti.

6 – Abbandono della famiglia da parte di uno dei coniugi.

L’abbandono della famiglia da parte di uno dei coniugi determina l’esclusione dal computo del reddito familiare del reddito relativo al soggetto che ha abbandonato.

Ciò determina, altresì, l’esclusione del coniuge medesimo dal numero dei componenti del nucleo familiare.

Lo stato di abbandono della famiglia è comprovato, oltre che dalla certificazione anagrafica (vedasi in proposito la circolare INPS 47/2012), da un documento dell’autorità giudiziaria o di altra pubblica autorità.

In questi casi l’autorizzazione viene emessa con validità di un anno dalla data richiesta.

7 – Fattispecie nelle quali deve essere richiesta l’autorizzazione ANF.

L’autorizzazione da parte dell’INPS è necessaria nei seguenti casi:

  1. figli (ed equiparati) di coniugi legalmente separati o divorziati
  2. figli naturali (proprio del coniuge) riconosciuti anche dall’altro genitore
  3. figli del coniuge nati da precedente matrimonio
  4. figli (ed equiparati), studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di nuclei numerosi, cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni
  5. minori affidati in accasamento etero familiare da strutture pubbliche
  6. nipoti in linea retta a carico dell’ascendente
  7. fratelli, sorelle e nipoti, minorenni oppure maggiorenni inabili a proficuo lavoro, orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto a pensione per i superstiti

Tranne le peculiarità legate al nucleo numeroso, sono rilevanti nel nucleo familiare considerato ai fini ANF i figli (e i soggetti equiparati) solo se di età inferiore ai 18 anni e non coniugati, oppure maggiorenni qualora inabili a proficuo lavoro e non coniugati.

8 – Autorizzazione ANF richiesta per la prole.

Per la prole l’autorizzazione deve essere richiesta nei seguenti casi:

  1. figli ed equiparati di coniugi legalmente separati o divorziati
  2. figli naturali (propri o del coniuge) riconosciuti anche dall’altro genitore
  3. figli del coniuge nati da precedente matrimonio.

Oltre alla già citata circolare INPS n° 47/2012, vedasi in proposito anche la precedente circolare 12/1990.

9 – Coniugi in regime di separazione legale.

In caso di separazione legale tra i coniugi, l’autorizzazione ANF viene emessa con validità di 1 anno dalla data richiesta.

La separazione legale deve essere comprovata dal decreto di separazione giudiziale o di omologa della separazione consensuale.

L’effettività della separazione deve essere desumibile dalla certificazione anagrafica o, più precisamente, dallo stato di famiglia dal quale risulti che i coniugi non coabitano.

Tutte queste circostanze possono e, anzi, devono essere autocertificate.

In caso di coabitazione dei coniugi nonostante la sussistenza di provvedimento giudiziale di separazione, l’autorizzazione non può essere concessa.

10 – Convivenza dei coniugi in regime di separazione legale.

Unica eccezione riguarda la fattispecie, peraltro non autocertificabile, nella quale il provvedimento giudiziale di separazione disponga il permanere, seppure solo in via temporanea, della coabitazione tra i coniugi.

Di tal chè, in linea generale se il richiedente ha dichiarato lo stato civile di separato ma dalle verifiche effettuate da INPS ai fini della autorizzazione non risulta l’effettività della separazione, la domanda deve essere respinta, come chiarito dall’INPS nel messaggio n° 3142/2019).

In questo caso il nucleo va considerato come coniugale e l’ANF sarà relativo a tale nucleo.

11 – Nascita di un figlio in costanza di separazione.

La nascita di un figlio in costanza di separazione di per sé non fa venir meno l’effettività della separazione.

A tal fine devono concorrere elementi certi che attestino la ripresa non sporadica ma continuativa della vita familiare.

Secondo quanto indicato nella circolare INPS 190/1992, se tali elementi non vengono rilevati, si può ritenere che la certificazione anagrafica dalla quale risulti che l’ex coniuge è tuttora fuori dal nucleo familiare formato dalla richiedente e dai figli, possa attestare, fino a prova contraria, la permanenza della separazione e l’affidamento di fatto alla madre del nuovo nato.

12 – Divorzio.

Anche in caso di divorzio l’autorizzazione deve sempre essere rilasciata con validità di 1 anno dalla data richiesta.

In tal caso sarà necessario produrre la sentenza di divorzio con la quale, tra le altre cose, il giudice dispone in ordine all’affido dei figli.

Se, in fatti, nel caso di figli naturali nati al di fuori del matrimonio il presupposto fondamentale per valutare a chi spetti l’autorizzazione è la convivenza con la prole, nel caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio il presupposto diventa l’affido, come meglio si vedrà in proseguo.

13 – Affido congiunto.

Per quanto riguarda le disposizioni relative al presupposto dell’affido, si richiamano primieramente il messaggio INPS 12791/2006 e la circolare INPS 210/1999.

Se c’è accordo tra i genitori, l’autorizzazione ANF viene rilasciata al richiedente a prescindere dalla residenza dei figli.

In assenza di accordo tra i genitori, l’autorizzazione ANF viene rilasciata al genitore che convive con la prole, conformemente a quanto previsto dall’art. 30, comma 3, D.L. 198/2006.

14 – Legittimazione del coniuge affidatario.

In caso di separazione o divorzio, il coniuge affidatario dei figli è l’unico soggetto legittimato a richiedere l’ANF per il nucleo costituito con i figli ad esso affidati.

Tale diritto resta in capo al genitore affidatario anche quando questi non sia titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione familiare (ad esempio perché non lavoratore o non titolare di pensione o altra indennità sostitutiva di retribuzione.

Ai sensi dell’art. 211 della legge 151/75, il genitore affidatario esercita il diritto alla percezione degli ANF in virtù della posizione tutelata dell’ex coniuge, come illustrato dalla circolare INPS 48/92.

In questi casi, pertanto, è direttamente l’ex coniuge affidatario dei figli, privo di tutela in proprio, che richiede all’INPS il rilascio dell’autorizzazione agli ANF, e che successivamente inoltra la domanda di ANF.

15 – Figli naturali (propri o del coniuge) riconosciuti anche dall’altro genitore.

L’autorizzazione viene rilasciata al genitore con il quale il figlio convive, come previsto dalle citate circolari INPS 12/1990 e 48/1992.

Se il genitore con il quale il figlio convive è privo di posizione tutelata, si applica quanto previsto dalla circolare INPS 36/2008 coordinata con la circolare 104/2012 punto 3.

16 – Genitore non convivente.

Con il recente messaggio n° 1096/2021 l’INPS ha, inoltre, specificato che al genitore non convivente non può essere rilasciata l’autorizzazione ANF.

Si è detto, infatti, che in caso di figli naturali e famiglia di fatto, il criterio per il rilascio dell’autorizzazione è la convivenza.

Unica eccezione è rappresentata dall’ipotesi nella quale il genitore non convivente alleghi alla domanda un provvedimento di volontaria giurisdizione con il quale il giudice confermi la sussistenza dell’affido condiviso.

In tale ultimo caso, infatti, il criterio di base per il rilascio dell’autorizzazione ANF diventa l’affido, al pari della fattispecie della separazione o del divorzio.

La posizione dell’INPS è opinabile se si pensa che, a seguito della riforma del diritto di famiglia, entrambi i genitori sono investiti, a seguito del mero riconoscimento del figlio naturale, della responsabilità genitoriale in pari misura a prescindere dalla convivenza.

Il provvedimento giudiziale altro non fa che applicare il citato principio già in vigore ex se.

17 – Figli da precedente matrimonio.

Qualora il coniuge affidatario non goda di una posizione tutelata può richiedere l’ANF sul rapporto di lavoro dell’ex coniuge, ai sensi della circolare 48/1992.

La circostanza muta in caso di nuovo matrimonio del coniuge affidatario.

Sorgendo, in fatti, un nuovo nucleo familiare, viene meno quanto sopra indicato.

Il nuovo coniuge, quantunque non genitore naturale, può richiedere l’ANF sulla propria posizione tutelata.

Se il nuovo coniuge non ha una posizione tutelata e se tale posizione non è nemmeno in capo al coniuge affidatario, non sussiste il diritto all’ANF.

18 – Erogazione degli ANF dal datore di lavoro privato. a seguito di autorizzazione.

Quando l’erogazione di ANF, per la quale sia prevista l’autorizzazione, è effettuata dal datore di lavoro, l’iter è il seguente:

– il richiedente presenta domanda telematica di autorizzazione all’INPS

– l’INPS valuta l’istanza sui requisiti di diritto alla prestazione ed individuazione del nucleo destinatario e invia all’utente i soli provvedimenti di reiezione.

– il richiedente presenta la domanda ANF/DIP telematicamente all’INPS che verifica anche il requisito reddituale e determina gli importi massimi giornalieri/mensili teoricamente spettanti in base alla composizione del nucleo spettanti all’interessato (modelloANF58).

  • il datore di lavoro, in caso di accoglimento della domanda, preleva gli importi sul suo applicativo e procede con il pagamento.

19 – pagamento diretto degli ANF.

Quando l’erogazione di ANF, per la quale sia prevista l’autorizzazione, è effettuata dall’INPS (c.d. “pagamento diretto”) l’iter è il seguente:

– il richiedente presenta all’INPS domanda di pagamento ANF con allegata la documentazione necessaria al rilascio dell’autorizzazione

– il funzionario INPS, d’ufficio, inserisce nell’apposita procedura informatica l’autorizzazione, richiedendo la documentazione necessaria al rilascio della stessa se non già presentata in fase di domanda.

  • L’INPS procede al pagamento di ANF.

20 – Accoglimenti e reiezioni.

Il soggetto che presenta la domanda di “ANF DIP” deve comunque presentare la domanda di «autorizzazione» tramite l’attuale procedura telematica “Autorizzazione ANF”, corredata della documentazione necessaria.

In caso di accoglimento, al cittadino richiedente non verrà più inviato il provvedimento di autorizzazione, noto come modello “ANF43”, ma sarà necessario ottenere il successivo accoglimento della domanda “ANF DIP”.

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